lunedì 2 gennaio 2017

Gestione del cambiamento: i momenti che stanno "in mezzo"

Non è tanto il cambiamento in sé che ci spaventa, o l'essere troppo legati ai vecchi metodi, ma è di ciò che sta in mezzo che abbiamo paura. È come se ci mancasse per un attimo il terreno sotto i piedi.
Per la buona riuscita del progetto di cambiamento è necessario, quindi, comprendere quali sono i momenti critici al fine di poterli affrontare al meglio.

















Un momento particolarmente critico è spesso quello della transizione, cioè il periodo tra una situazione che sta per finire ed una nuova che sta per incominciare.
Non a caso nella lingua cinese la parola crisi è identificata da due ideogrammi: problema e opportunità.


Problema e opportunità, spesso, si manifestano nella stessa persona in momenti diversi o contribuiscono a generare uno stato confusionale attraverso emozioni contrastanti.

L’errore più comune nella gestione del cambiamento è sottovalutare l’effetto emotivo che esso provoca sulle persone e che potrebbe bloccare il cambiamento stesso.



Le persone non vedono nessun problema da risolvere e/o nessuna utilità nel cambiamento proposto, il quale crea solo disagio, perché può significare dover uscire dalla propria ‘zone of comfort’.
Con ogni cambiamento si lascia una strada per imboccarne una nuova; ciò crea talvolta un senso di perdita, incertezze e paura dell’ignoto.L’impatto dipende dalla dimensione del cambiamento e dalla predisposizione individuale della persona ad avere più o meno bisogno di stabilità e certezze nella vita.
Le persone pongono obiezioni quando hanno paura di sembrare incompetenti o quando non vengono supportate a sufficienza nell'apprendimento delle nuove nozioni. 
Più grande è il gap fra le competenze richieste dalla nuova situazione e le competenze possedute, più forte sarà il senso di scoraggiamento nelle persone.

Esperienze negative con progetti di cambiamento falliti impattano sulla percezione delle persone; ciò crea ulteriore scoraggiamento.
  • Il periodo comunemente considerato più critico è quello della transizione: si sa cosa si perde, senza aver già acquisito le cognizioni relative al nuovo stato.
  • Il superamento del momento di transizione permette di passare da una percezione di pericolo ad una percezione di opportunità.
  • Sensazioni negative, ma frequenti, sono: disagio, isolamento, senso di perdita, scoraggiamento, frustrazione, nostalgia.

giovedì 29 dicembre 2016

Il coraggio di cambiare: una poesia di Hermann Hesse

GRADINI 

Come ogni fior languisce e
giovinezza cede a vecchiaia,
anche la vita in tutti i gradi suoi fiorisce,
insieme ad ogni senno e virtù, né può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore
sia pronto a partire ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.
Dobbiamo attraversare spazi e spazi,
senza fermare in alcun d'essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci,
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d'infiacchire nell'ignavia:
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.
Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi:
della vita il richiamo non ha fine....
Su, cuore mio, congedati e guarisci...
(Hermann Hesse, in Le stagioni della vita, Oscar Mondadori, 1998)

La "crisi" secondo Albert Einstein

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose".

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. 
La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. 
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. 
L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. 
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. 
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. 
Invece, lavoriamo duro. 
Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”
A.Einstein, Come io vedo il mondo, N.C. Roma, 1975

Il peregrinare dell'anima, meditazione

L ’ETERNA RICERCA DELL’ UOMO
IL PEREGRINARE DELL' ANIMA ALLA RICERCA DELLA DIVINITÀ INTERIORE
di Robeto Ippolito
Tu Sai, nel più Profondo del Tuo Essere, che l’ Eterna Tua Ricerca È Scorgere la Divinità che Risiede in Te, Trovare la Comunione con il Divino dissolvendo tutto il resto nella Suprema Pace.
Nell’ Inseguire questa Meta, oh Anima Errabonda hai girovagato per Terre Inospitali, hai percorso le tortuose strade della Vita, hai guadato i tormentosi Fiumi dei Desideri e delle Passioni, hai lungamente Sognato e Sospirato l’ Amorevole Abbraccio della Divina Madre, hai cercato per Mari e per Monti, il Paese della Suprema Pace dove la Mente e il Corpo trovano Comunione.
Finché oh Anima Raminga, non sei giunta nella Terra della Meditazione, ed è proprio lì, nella Terra della Meditazione che Hai intrapreso la Tua Discesa, andando giù sempre più giù nelle Profondità del Tuo Essere.
Il Tuo respiro dapprima affannoso si è fatto lento, sempre più lento, mentre procedi nella Tua discesa fino a quasi fermarsi, Rapito da una Divina Luce, è una luce Radiante, Calda e Avvolgente che con il suo Fulgore apre un Varco nella Tua Mente.
Nuove e Dolci sinfonie giungono per vezzeggiare le tue orecchie.
Dolci Parole Scoccano come Dardi dal Divino Arco, centrando amorevolmente il Tuo Cuore e la Tua Anima.

lunedì 28 novembre 2016

LA VITA NEL MONDO E' ILLUSIONE

La scienza esoterica ci dice che ciò che percepiamo con i sensi è illusorio.
Il mondo è una scena proiettiva, che nasconde una realtà spirituale invisibile.
Ma perché dobbiamo percorrere questa strada, perché dobbiamo affondare in profondità nel mondo dell'illusione, perché gli Dei ci ha messo in questo mondo irreale?



In verità se tutto fosse vera realtà, non avremmo ricercato mai la verità e aspirato a perfezionare noi stessi. Non avremmo potuto sviluppare tutte le capacità umane, e dal momento che non sarebbe esistito il male, l’uomo non avrebbe avuto vizi. Quindi non avrebbe avuto senso acquisire le virtù, non avremmo sentito la necessità di svilupparsi liberamente.
Dal momento che saremmo stati sempre avvolti nel grembo protettivo della Divinità, non avremmo mai sentito l'opportunità di immergersi liberamente nelle profondità della realtà, e di cercare la vera conoscenza. Come gli altri regni: non sentono urgere il bisogno di “spiegarsi” il mondo. Tutto sarebbe stato manifesto, senza veli. Noi non vorremmo cercare Dio.
Ciò che è veramente divino è nascosto dietro la creazione visibile - questa è la grande verità che dobbiamo cercare dietro l’illusione sensoriale. E poiché il mondo è illusione, ci dà l'opportunità di sviluppare, di accendere il nostro io attraverso tutti gli inganni dei sensi, così che infine, troveremo la realtà e gli Dei.
R. Steiner, lezioni esoteriche: Hannover, 31 Dicembre 1911
traduzione di Unicornos

domenica 22 marzo 2015

Come contattare il tuo Sé superiore

Imbattendomi nelle varie letture d'ispirazione spirituale nel web, ho trovato 

interessanti queste riflessioni sul Blog "Tu sei luce".


Ecco i 10 passi per stabilire il contatto col nostro Sé Superiore
1. Credi che esiste un Essere Superiore
Il primo passo è quello di credere che esiste un Essere Superiore dentro di noi col quale stabilire una comunicazione.
Poi, coltiva dentro di te l’aspettativa che tale comunicazione andrà migliorando giorno dopo giorno, come logica conseguenza del fatto che ti mantieni diligentemente concentrato sulla tua vita interiore.
Senza questi due presupposti essenziali, è molto difficile poter conseguire qualcosa di buono nel Regno dello Spirito. Queste due qualità sono basilari per la crescita interiore. Quindi, fissati come obiettivo di raggiungere il contatto con il tuo Sé Superiore, ricordati di questo tuo obiettivo ogni giorno, e mantieni il tuo proposito con determinazione fino a quando il successo sarà raggiunto.
2. Trasforma la tua visione del mondo
Siamo cresciuti e siamo stati educati con una visione del mondo essenzialmente materialista, che nega il ruolo e la realtà dello Spirito nella vita dell’uomo. Per stabilire uno stretto contatto con i Regni Spirituali, abbiamo bisogno che tutto il nostro essere, cosciente e subcosciente, sia alleato per il raggiungimento del nostro obiettivo. In qualsiasi attività sportiva, è necessario conoscere le regole del gioco e la maniera migliore per ottenere il successo. Contattare il tuo Sé Superiore richiede per lo meno lo stesso impegno. Pertanto, cerca libri o Maestri che sappiano espandere la tua comprensione dell’Universo, riconoscendolo principalmente come un Regno di Coscienza, di Mente e di Spirito.
3. Solitudine
Riservati regolarmente del tempo da dedicare a te stesso, nel quale puoi stare completamente solo. E’ preferibile un luogo tranquillo. Semplicemente, siediti in silenzio senza particolari aspettative. Non fare nulla. Al principio questo può sembrare strano e fastidioso. Non siamo abituati a starcene in silenzio, per ascoltare il silenzio. Persisti. Stai finalmente concedendo tempo e spazio alla tua Voce Interiore che vuole farsi ascoltare. E lo farà, sia durante questi momenti di tranquillità, o anche durante la tua giornata, o nei sogni.
Forse si verificherà una circostanza sincronica, o qualcuno ti dirà, con tua meraviglia, esattamente quello che avevi bisogno di sentire in quel preciso momento, oppure potresti avere un lampo improvviso di intuizione. Tutti i grandi geni della storia hanno sempre conservato un tempo regolare di solitudine e di silenzio da dedicare a loro stessi. Dovresti farlo anche tu.
4. Meditazione
Nella meditazione, tu lavori per disciplinare la tua mente e per mettere a tacere il chiassoso dialogo interno che sempre la riempie. Liberati da pensieri ed emozioni negativi, creati uno spazio puro dentro di te, affinchè il tuo Sè Superiore lo possa riempire di Pace, di Beatitudine e di Sapienza. Osservare il tuo respiro è una disciplina di meditazione eccellente, così come lo è concentrarsi sulla fiammella di una candela. O visualizzare una sfera dorata di luce nel tuo plesso solare, che riempie tutto il tuo corpo di energia e di guarigione. Ci sono molte pratiche di meditazione che puoi studiare e utilizzare. Scegli quelle che le senti più adatte a te.